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Guida galattica per gli autostoppisti

Recensione Guida galattica per gli autostoppisti "Non fatevi prendere dal panico”: questo è il consiglio dispensato dalla Guida galattica per autostoppisti, un volume che chiunque scorrazzi liberamente per l’Universo deve possedere. Si tratta di un testo di dimensioni talmente importanti che sarebbe impossibile ridurlo al formato di un qualunque libro tradizionale, se stampato su carta: gli alieni degli anni Settanta, anno di edizione dell'opera, la possiedono in un comodo formato elettronico e possono consultarlo a loro piacimento.

Alle volte è un vero sollievo che aiuta a mantenere i nervi saldi; in altre occasioni si rivela un aiuto indispensabile a capire con chi si ha a che fare, quando si conoscono esseri difficilmente catalogabili e assolutamente ignoti. E’ entrambe le cose per Ford Prefect, che da quindici anni è arenato in un pianeta noioso come la Terra, i cui abitanti ignorano completamente la loro posizione nell’Universo e la complessità di quest’ultimo. Si credono la razza più evoluta esistente; tra loro serpeggia l’assurda convinzione che al mondo non esistano altre forme di vita; sono in preda di un’infelicità ormai pandemica che cercano di curare scambiandosi strani bigliettoni verdi, assolutamente inefficaci.

Eppure, anche tra di loro è possibile trovare un amico… Ebbene quello prescelto da Ford, Arthur Dent, all’inizio del libro non sta passando esattamente un piacevole quarto d’ora. Una serie minacciosa di ruspe gialle sta dandosi da fare per distruggere la sua casa, che dovrebbe lasciare il posto ad una tangenziale. Il signor Prosser, ligio agli ordini, presiede all’esecuzione dei lavori e ha il suo bel daffare a convincere Arthur a togliersi dai piedi, impedendo col proprio corpo l’avanzare delle ruspe.

Quanto avviene nel microcosmo del trentenne Dent sta per accadere, ad altri livelli, all’intero pianeta: una tangenziale galattica deve passare per l’orbita provvisoriamente occupata dalla Terra, che ha oramai i minuti contati. A distruggerla sarà un esercito di astronavi, gialle come le ruspe che si accaniscono contro la casa del povero Dent. Nessuno lo sa, tranne naturalmente Ford. Che fare? Intanto per cominciare, trascinare l’amico Arthur a farsi una salutare bevuta; in secondo luogo, lasciare il pianetino facendo l’autostop.

In questo libro fantascientifico, ironico e strabordante di fanta-logica c’è più realtà di quanto non paia a una prima lettura: possiamo leggerci l’evasione in un universo immaginifico, la satira sociale nei confronti della nostra ristrettezza d’orizzonti, la trasposizione su un piano fantastico delle incongruenze e delle piccole follie che affollano il nostro quotidiano. Il tutto è condito da una buona dose di spirito d’avventura, di voglia di partire e di scoprire, di andare all’origine e al motivo del nostro essere qui.

Viaggiare velocemente nella galassia grazie allo stupefacente motore ad improbabilità infinita sarà di aiuto per scoprire la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto? Per saperlo, non avete che da leggere la godibile guida nel formato che sarete riusciti a reperire, non accontentatevi della comune versione stampata su carta che si può comprare in libreria! E mi raccomando: non lasciatevi prendere dal panico…

SteppenWolf



Il Motore ad Improbabilità Infinita - Guida Galattica per Autostoppisti






 

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