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Natale: una notte magica

È ancora possibile donarsi?
Quando arriva il Natale, mi trovo come di fronte a un esame: ho le carte in regola per festeggiare come si feve la Festa della Famiglia? Le mie mani sono abbastanza cariche di buoni pensieri, buoni sentimenti, affetti? Mi ricordo di tanti Natali, nella mia vita. Da piccola era sempre una festa, perché in quell'occasione scendevano da Torino i miei zii col cuginetto Fabio. Mi sovviene una sera passata a guardare fuori dalla finestra, a casa della Nonna. Era la Vigilia, ce ne stavamo ad aspettare che nascesse Gesù; cercavamo di ripercorrere tutte le tappe, di pensare a Maria che insieme a Giuseppe cercava un posto nell'albergo, alla stalla, al bue e all'asinello, alla stella... Sembrava così reale, e soprattutto in quell'occasione finalmente stavamo tutti insieme. Era veramente una magia.

Il venticinque Dicembre ci radunavamo intorno a quell'albero troppo piccolo, tutto bianco di neve finta, sommerso di regali. Lì esercitavo la virtù della pazienza, perché i pacchetti si scartavano in ordine di età: per prima veniva la Nonna, poi i miei Genitori, quindi lo Zio, la Zia e Fabio. Io, la piccolina di casa, ero sempre l'ultima. Mi ricordo la lentezza esasperante dello Zio, che si divertiva a storpiare i bigliettini d'auguri, a far finta di non capirli per prolungare il gusto dolce e piccante dell'attesa. E'un'abitudine che non ha ancora perso. Poco dopo arrivava il Capodanno, con la tradizione, divertentissima per noi bambini, di gettare dal balcone le tazze vecchie: per la Nonna questo significava dare l'addio al vecchio (con tanto di letterina scritta all'indirizzo dell'Anno uscente) e prepararsi ad accogliere il nuovo.

Da allora tante cose sono cambiate. Qualcuno è uscito dalla mia vita, qualcuno è entrato per rimanere, qualcun altro ha portato un po'di scompiglio e alla fine se n'è andato, in silenzio o sbattendo la porta. Ci sono stati Natali felici, in compagnia di persone che in quel momento per me erano parte integrante della famiglia; altri sono stati un po'alienanti, pieni di pranzi troppo lunghi e pesanti, o magari in compagnia di qualcuno che già allora si stava preparando a partire e adesso non c'è più.

Mi viene da pensare: chi ti vuole veramente bene, a Natale ti resta vicino. Non sempre però è possibile, e allora... Come ci si sente ad essere soli a Natale, proprio durante la festa che celebra l'armonia familiare? Cosa prova chi una famiglia non ce l'ha, o l'ha persa, o non ne ha ancora costruita una? E'allora che dovrebbe entrare in gioco la famiglia degli Amici: perché in questo giorno così speciale dell'anno nessuno, proprio nessuno, si senta abbandonato.

Una canzone dice: "O è Natale tutti i giorni, o non è Natale mai". Una persona che conosco mi ha fatto notare che questa è una prospettiva sbagliata: perché sia Natale tutti i giorni, cominciamo con il rendere Natale il giorno di Natale... I regalini, magari piccoli ma scelti con cura e attenzione a chi li riceverà; la voglia di rivolgere la parola anche a quella vecchia vicina di casa un po'antipatica, e magari di invitarla a mangiare con noi se è da sola; la cura nel coltivare nel nostro giardino il prezioso fiore della Speranza. Forse, il Natale potrebbe essere l'occasione giusta per procurarci qualche semino...

PollyAnna



 
Commenti (1)
famiglia
1 Domenica 21 Dicembre 2008 18:39
Giovanni
Bello ricordarsi della famiglia. Chi anni fa diceva che era in crisi irreversibile dovrebbe interrogarsi oggi. Questo articolo dice tante verità: è bella la capacità di entrare con poche parole nel senso delle cose

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